In Italia è necessario compiere ulteriori sforzi per integrare l’apprendimento basato sul lavoro (work-based learning, WBL) nell’istruzione superiore e accademica. È quanto emerge dall’aggiornamento del report nazionale pubblicato nell’ambito del progetto europeo WBL Champion, che mette a confronto i sistemi educativi di 4 Paesi: Italia, Irlanda, Malta e Portogallo.
Se da un lato il Bel Paese ha già sviluppato strumenti importanti come l’Alternanza Scuola-Lavoro e l’Apprendistato, dall’altro il WBL risulta ancora poco strutturato a livello universitario, dove si limita principalmente a tirocini curriculari.
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Report nazionale: criticità emerse e opportunità da cogliere
Il report evidenzia come l’Italia disponga di solide basi normative, poco attuate però nella pratica. Emergono, in particolare, alcune criticità importanti:
- poca collaborazione tra università e imprese nell’ideazione di percorsi formativi efficaci;
- scarso coinvolgimento dei datori di lavoro;
- disallineamento tra competenze richieste dal mercato e programmi di studio;
- risorse finanziarie insufficienti;
- scarsa promozione delle opportunità offerte dal WBL.
A queste si aggiungono le problematiche già evidenziate nella prima nota stampa, come la bassa partecipazione delle PMI e una digitalizzazione ancora carente.
Dove si colloca l’Italia?
Uno degli elementi più rilevanti del report è il confronto con gli altri Paesi partner del progetto:
- in Irlanda vi è, ad esempio, una forte integrazione del WBL a scuola, con strategie nazionali che offrono opportunità lavorative a tutti gli studenti;
- a Malta il quadro normativo è chiaro e delinea un’alta qualità del WBL;
- in Portogallo c’è un’ampia diffusione dei percorsi tecnico-professionali, ma l’integrazione con l’università è ancora insufficiente.
Rispetto agli altri Paesi, l’Italia risulta parecchio indietro nell’implementazione del WBL sia a livello scolastico che accademico, pur mostrando buoni margini di sviluppo.
Sfide comuni
Il report evidenzia anche alcune sfide condivise a livello europeo, come:
- maggiore coinvolgimento delle imprese, soprattutto PMI;
- rafforzamento dei processi di digitalizzazione;
- diffusione del WBL tra studenti e stakeholder.
Queste 3 sfide rappresentano per l’Italia un’opportunità strategica. Le recenti politiche nazionali ed europee, insieme agli investimenti del PNRR, stanno infatti creando un contesto favorevole affinché il legame tra istruzione e occupazione ne esca più forte.
WBL Champion: il progetto Erasmus+ coordinato da VITECO
- promuovere l’apprendimento basato sul lavoro (WBL);
- migliorare le competenze digitali del personale accademico;
- fornire strumenti innovativi, gratuiti e facili da usare indirizzati agli utenti finali;
- adattare l’istruzione e la formazione professionale alle esigenze del mercato del lavoro.
Il progetto ambisce a costruire un quadro efficace per l’implementazione dell’apprendimento basato sul lavoro in Europa tramite l’analisi delle diverse politiche e delle best practice già esistenti. Il work-based learning rappresenta un passo fondamentale per il futuro dell’educazione in Italia e in Europa.
Per maggiori informazioni sul progetto WBL Champion, contattaci. Puoi chiamare al numero di telefono 0950936053 o inviarci un messaggio tramite il modulo di contatto in basso.


